
La Commissione europea ha ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale due regolamenti delegati che aggiornano il quadro normativo europeo in materia di rendicontazione di sostenibilità. Le nuove disposizioni danno attuazione alle modifiche introdotte dalla Direttiva (UE) 2026/470, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e rendere il sistema di reporting più efficace e proporzionato.
Da un lato, il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 modifica il Regolamento delegato (UE) 2023/2772, sostituendo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) con una versione semplificata. Dall’altro, viene introdotto uno standard volontario di rendicontazione destinato alle imprese che non rientrano più nell’ambito di applicazione degli obblighi previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
Un approccio più selettivo alla rendicontazione
La revisione degli ESRS nasce dall’esigenza di semplificare gli adempimenti richiesti alle aziende, concentrando l’informativa sugli aspetti realmente rilevanti sotto il profilo della sostenibilità. Il nuovo impianto normativo riduce il numero dei dati da rendicontare, privilegia le informazioni quantitative rispetto a quelle puramente descrittive e distingue in modo più chiaro le disclosure obbligatorie da quelle facoltative.
Rimane centrale il principio della doppia materialità, che richiede alle imprese di considerare sia gli impatti delle proprie attività su ambiente e persone, sia i rischi e le opportunità di sostenibilità che possono influire sulle performance economico-finanziarie dell’organizzazione.
Valutazione della materialità più pragmatica
Le nuove disposizioni introducono un approccio più pratico nella valutazione della rilevanza dei temi di sostenibilità. Le imprese possono basare l’analisi su elementi quali strategia aziendale, modello di business, settori di attività, aree geografiche e caratteristiche della catena del valore, evitando ulteriori approfondimenti quando la rilevanza o la non rilevanza di un tema risulti già evidente.
Anche la raccolta dei dati lungo la catena del valore viene resa più flessibile. Non è più necessario reperire informazioni da ogni singolo soggetto coinvolto e, nei casi previsti, è possibile utilizzare stime e proxy basati su informazioni ragionevoli, supportabili e ottenibili senza costi o sforzi sproporzionati.
Entrata in vigore
I nuovi ESRS troveranno applicazione a partire dagli esercizi finanziari che avranno inizio il 1° gennaio 2027. Per l’esercizio 2026 è invece previsto un regime transitorio volto a facilitare il passaggio al nuovo sistema.
Nel complesso, la revisione conferma l’impianto metodologico della rendicontazione europea, ma ne rafforza l’efficacia attraverso un approccio più proporzionato, selettivo e focalizzato sulle informazioni realmente materiali, con l’obiettivo di migliorare la qualità del reporting e ridurre gli oneri per le imprese.



